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Scienze e tecnologie del legno e delle utilizzazioni forestali

Storia

Gli Albori della T.L. e delle U.F. in Italia

Breve storia del settore scientifico disciplinare Tecnologia del legno e Utilizzazioni forestali (SSD AGR/06) in riferimento all'Unità di Ricerca e alla Sede di Firenze

(breve sintesi a cura di Giovanni Hippoliti e Luca Uzielli, col contributo di Mauro Agnoletti, Marco Fioravanti, Enrico Marchi, Marco Togni)

 

Fin dall’inizio del loro insegnamento universitario, nella maggior parte dei Paesi del mondo la Tecnologia del Legno e le Utilizzazioni forestali sono state strettamente collegate, in quanto discipline al tempo stesso scientifiche e tecnico-applicative, riguardanti il lavoro in bosco, la raccolta del legno, le sue trasformazioni e i suoi impieghi.

Nel periodo fra la prima e la seconda guerra mondiale presso la Facoltà di Firenze il loro insegnamento era curato da Docenti di Selvicoltura. L’Istituto di Firenze venne inaugurato nel gennaio 1914 e fra i suoi docenti figurava Alberto Cotta, fra le materie di insegnamento la Tecnologia del legno appare abbinata alle Utilizzazioni forestali, in omaggio alle trasformazioni avvenute nel settore rispetto all’insegnamento di Vallombrosa. Il volume “I legnami” del 1927, di Lodovico Piccioli, può essere considerato come il primo testo a stampa di tipo universitario sulla Tecnologia e le Utilizzazioni forestali. Nel marzo del 1936, all’interno della Facoltà di Scienze Agrarie e Forestali, l’insegnamento della materia “Tecnologia ed utilizzazioni forestali” viene svolto nel secondo biennio.

Nel 1946 il Prof. Guglielmo Giordano, ancora funzionario del Corpo Forestale dello Stato, venne incaricato dell’insegnamento di “Tecnologia del legno e Utilizzazioni forestali (compresa meccanica applicata)”. Con lui queste discipline vennero sviluppate ed ampliate, tanto che egli viene a buon diritto considerato il fondatore della moderna Tecnologia del legno in Italia.

L'Istituto di Tecnologia ed Utilizzazioni Forestali fu costituito (come Istituto universitario monocattedra) intorno al 1956 quando Guglielmo Giordano, che ne fu il primo direttore, prese servizio come Ordinario di "Tecnologia del Legno ed Utilizzazioni forestali"; la sede fu nella "Villa Favorita" situata in Piazza Edison 11, Firenze, presso l'Istituto Nazionale del Legno del CNR che Giordano aveva fondato e dirigeva dal 1954, e che successivamente assunse varie denominazioni: Istituto del Legno, Centro Nazionale del Legno, Istituto per la Ricerca sul Legno, fino a quella attuale di IVALSA - Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree. Nel 1975 Guglielmo Giordano venne nominato Professore fuori ruolo per raggiunti limiti di età, ma in via eccezionale fu autorizzato dal Ministero della Pubblica Istruzione a mantenere temporaneamente la direzione dell'Istituto universitario.

Nel settembre 1977 l’Istituto si trasferì a Quaracchi, e la direzione passò a Giovanni Hippoliti. La denominazione cambiò in "Istituto di Tecnologia Forestale", e Hippoliti ne rimase direttore fino alla fusione con l'Istituto di Assestamento Forestale, avvenuta nel 1985, che dette luogo all'Istituto di Assestamento e Tecnologia Forestale (IATF), diretto da Giovanni Bernetti fino al 1988, da Giovanni Hippoliti dal 1989 al 1991, da Orazio Ciancio dal 1992 al 1999. A partire dal 1 gennaio 2000 venne costituito il DISTAF (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Forestali) diretto da Orazio Ciancio e costituito da tre sezioni: Assestamento forestale, Selvicoltura, Tecnologia del legno e utilizzazioni forestali, successivamente confluito nel DEISTAF e poi nel GESAAF.

A partire dagli anni ’50 l’attività di ricerca del Prof. Giordano, unico membro scientifico dell’istituto, si era rivolta soprattutto alle caratteristiche tecnologiche dei legni nazionali, con particolare riguardo al Pioppo (il cui impiego ammontava da 1 milione di m3 nel 1950 a oltre 4 milioni di m3 nel 1970) e ai legni esotici, in particolare africani (la cui importazione aumentava da quantità insignificanti nel 1950 a oltre 1 milione m3 nel 1970).

Continuando a lavorare intensamente fin nei Suoi ultimi anni, il Prof. Giordano ha scritto e pubblicato numerose opere tutte caratterizzate da rigore scientifico e chiarezza espositiva. Le prime grandi opere sono state successivamente riprese ed ampliate nel monumentale testo enciclopedico «Tecnologia del Legno» (Ed. UTET); nella «Tecnica delle Costruzioni in Legno» (Ed. Hoepli); nella «Antologia del Legno» (Ed. Legno-Legno). Studi tecnici, varie relazioni ed indagini svolte per conto della FAO, dell’ECE e delle Nazioni Unite, riguardanti problemi forestali e di utilizzazione del legno sono stati affiancati da opere divulgative o applicative. Oltre 200 articoli, relazioni ed inchieste pubblicate su Riviste e giornali del settore, si aggiungono ad articoli di carattere storico-artistico, ed a voci specialistiche in enciclopedie, dizionari ed altre opere collettive.

La Facoltà di Agraria dell’Università di Firenze Lo propose per la nomina a Professore Emerito, conferitagli nel 1996, con la seguente delibera.

“Guglielmo Giordano è il fondatore della moderna Tecnologia del Legno in Italia; eminente personalità di Studioso, anche a livello internazionale, ha fornito fondamentali contributi per la conoscenza scientifica e la razionale utilizzazione delle foreste e dei legnami, sia dei Paesi temperati che di quelli tropicali.

Iniziando nel 1947 con i modesti mezzi messi a disposizione dall’Azienda di Stato delle Foreste Demaniali, e potenziando successivamente l’attività con l’appoggio del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dell’Ente Nazionale Cellulosa e Carta, e di numerosi altri Enti ed Aziende, ha indirizzato e sviluppato gli studi sul legno sia nel settore biologico, che in quello tecnologico ed economico, coniugando felicemente la ricerca di base con quella applicata.

A vari livelli - scientifico, pratico, organizzativo - ha stimolato e promosso attività di formazione e divulgazione per Tecnici ed Operatori del settore legno, non sottraendosi al compito - talora gravoso in termini di tempo e di energie - di parteciparvi anche come apprezzato Docente.

Tutti coloro che attualmente operano in Italia nelle Scienze del Legno provengono, direttamente od indirettamente, dalla Sua scuola; i Suoi testi, sintesi di rigore scientifico, di conoscenza enciclopedica e di esperienza pratica, costituiscono preziose fonti di studio e di riferimento.

Per la Sua attività di Studioso, di Autore e di Maestro, che tuttora svolge con efficacia e passione, la Facoltà si onora di proporLo per la nomina a Professore Emerito.”

Inizialmente Guglielmo Giordano era l’unico universitario nell’Istituto da lui diretto; successivamente venne affiancato da Giovanni Hippoliti, al quale Giordano affidò il settore delle Utilizzazioni forestali.

Nella prima metà degli anni ’60 l’Istituto, col supporto finanziario e organizzativo dell’ENCC (Ente Nazionale Cellulosa e Carta), svolse intensa attività di ricerca applicata per razionalizzare le utilizzazioni dei boschi, con particolare riferimento ai cedui, la cui economia era in crisi per il crollo del consumo del carbone di legna. Indicativamente, tale consumo si era ridotto da 5 milioni di quintali nel 1950 a 1 milione nel 1960, e nel decennio successivo era ulteriormente calato a meno di 0,1 milione; soltanto l’allungamento dei turni (da 12-18 anni a 25-40) ha parzialmente risolto il problema.

Successivamente, con la collaborazione dell’ASFD (Azienda di Stato per le Foreste Demaniali), Hippoliti avviò ricerche anche sulle utilizzazioni delle fustaie, seguendo e contribuendo all’introduzione e allo sviluppo di macchine e attrezzature complesse quali skidder e gru a cavo, il cui impiego aveva comportato numerosi ed imprevisti problemi. In collaborazione con imprese di costruzione meccanica nazionali ha sviluppo i primi prototipi di queste macchine adattati alle esigenze e alle condizioni ambientali e selvicolturali italiane.

Negli anni ’70 gli orientamenti e le attività di ricerca sono continuati, sia per la Tecnologia del legno, sia per le Utilizzazioni forestali, malgrado gli effetti prodotti dal pensionamento del Prof. Giordano e la conseguente separazione dell’Istituto universitario da quello del CNR .

Il personale universitario è aumentato progressivamente, con l’entrata in ruolo di Raffaello Nardi Berti e di Luca Uzielli, e così anche il numero degli insegnamenti: Tecnologia del legno (Uzielli), Meccanizzazione forestale (Hippoliti), Tecnologia e Utilizzazioni forestali tropicali e subtropicali (Nardi Berti). Nei primi anni ’80 il personale è ulteriormente aumentato per l’ingresso in ruolo di Franco Piegai, che ha contribuito allo sviluppo della ricerca nell’ambito delle Utilizzazioni forestali.

La scomparsa di Raffaello Nardi Berti, avvenuta nel 1986 in un incidente stradale, ha privato la Facoltà di un giovane e promettente docente, già autore di un testo sull’Anatomia del legno ancor oggi ristampato e usato nella didattica in tutta Italia e non solo.

Per quanto riguarda le Utilizzazioni, trattate soprattutto nel corso di Meccanizzazione forestale, le attività di ricerca si sono sviluppate in diversi settori (pianificazione della viabilità e delle altre infrastrutture forestali, gru a cavo, utilizzazioni forestali a basso impatto ambientale, protezione dagli incendi boschivi, sicurezza del lavoro, bilanci energetici e LCA) grazie anche al contributo delle giovani generazioni di docenti e ricercatori (Enrico Marchi, Fabio Fabiano). Negli ultimi decenni, a livello nazionale si sono evidenziate crescenti esigenze di formazione professionale (non soltanto per gli operatori delle macchine ma anche per i tecnici e i dirigenti preposti alla scelta, progettazione e direzione dell’impiego delle attrezzature). Quest’ultima attività ha sempre più impegnato il personale dell’istituto che si occupa delle Utilizzazioni (fra cui più recentemente anche Francesco Neri), ed ha avuto un particolare successo presso alcune amministrazioni provinciali e regionali: negli anni ‘90 in Trentino, negli anni 2000 in Toscana.

Per quanto riguarda la Tecnologia del legno, sono state sviluppate varie attività scientifiche e applicative, fra cui la normativa tecnica nel settore legno (nell’ambito dell’UNI – Ente Nazionale Italiano per l’Unificazione, e in collaborazione con Federlegno-Arredo – Federazione Nazionale delle Industrie del legno, del mobile e dell’arredamento) con particolare riferimento agli impieghi strutturali, e la valorizzazione tecnologica di legnami italiani e di legnami esotici poco conosciuti. Nell’ambito del legno strutturale, il contributo fiorentino allo sviluppo della normativa tecnica italiana e le attività di ricerca sulla caratterizzazione meccanica del legno in dimensione d’impiego, hanno gettato le solide basi su cui è stata costruita la base-dati nazionale cui fanno riferimento le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni, consentendo l'impiego dei legnami italiani nei moderni sistemi di progettazione. Grazie alle ricerche svolte sulle strutture portanti lignee antiche, è stato possibile impostare dei criteri - condivisi a livello nazionale - per la loro ispezione e valutazione tecnologica, poi assunti come standard nazionali in ambito UNI e in corso di adozione a livello europeo in ambito CEN.

Con l’entrata in ruolo di ulteriori docenti (Marco Fioravanti, Marco Togni) tali linee di ricerca sono state ulteriormente sviluppate, ed altre ne sono state aperte. In particolare lo studio della conservazione dei manufatti lignei di interesse storico artistico ed archeologico ha rappresentato a partire dalla fine degli anni '80, uno dei più importanti settori di attività per il gruppo di ricerca coordinato da Luca Uzielli e composto - in tempi e modi diversi - da Marco Fioravanti, Marco Togni, Giacomo Goli, e fra i non strutturati da Gabriele Bonamini, Paolo Dionisi Vici, Giuseppina Di Giulio, Paola Mazzanti, Giovanni Signorini.

Le tematiche affrontate sono state soprattutto la caratterizzazione del degrado e l’invecchiamento del materiale, anche con l’ausilio e la messa a punto di tecniche non-distruttive fortemente innovative, e la definizione degli effetti delle variazioni termo-igrometriche ambientali sulla conservazione di varie categorie di manufatti quali dipinti su tavola, sculture lignee, strumenti musicali, manufatti archeologici.

Questa attività di ricerca ha ricevuto importanti riconoscimenti anche a livello internazionale, fra i quali si ricordano il coordinamento della Azione COST IE0601 Wood Science for the Conservation of Cultural Heritage, il coordinamento di WG nell’ambito del comitato tecnico Europeo di normazione CEN/TC 346 Conservation of cultural property, campagne di monitoraggio in numerosi Musei Italiani ed Europei (fra cui anche la periodica verifica del supporto ligneo della "Gioconda", di Leonardo da Vinci, nel Museo del Louvre), e l’organizzazione di conferenze internazionali.

 

Tratto da
Giuseppe Surico (a cura di) (2013) - "1913-2013, 100 anni di studi agrari e forestali nella Villa Granducale delle Cascine a Firenze". Firenze: Firenze University Press, pp. 1-435, ISBN 9788866554912. http://hdl.handle.net/2158/898121


 
ultimo aggiornamento: 09-Lug-2015
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